I gamberoni della Louisiana mettono a rischio la Pianura padana

Qualche anno fa furono introdottinei canali di irrigazione della Pianura padana i gamberoni della Louisiana che causano danni ai canali erodendo l'erba che li mantiene saldi. L’unica soluzione è sperare nell’attivita' di pesca da parte della comunità cinese, perchè i questi gamberoni non fanno parte della nostra tradizione culinaria

WhatsApp Share

I gamberi della Louisiana pregiati in cucina mettono a rischio la Pianura padana. E l’unica speranza è nell’attività di pesca della comunità cinese del luogo. Tutto è iniziato quando, qualche anno fa, sono state immesse specie non locali nei canali di irrigazione della Pianura Padana, come le nutrie, il siluro e appunto il gambero della Louisiana.
 
Quest’ultimo mangia l’erba che tiene salda la riva dei canali, generando delle frane che bloccano il flusso dell’acqua. Sembra una cosa da poco, ma in realtà il rischio è che vengano allagati i comprensori della Pianura Padana. Anche perché questa specie, non avendo antagonisti naturali, in pochi anni ha proliferato molto. Il consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, ha il compito di tenere sotto controllo il livello dell’acqua – facendola fuoriuscire nelle giuste dosi - attraverso un rete di circa tremila chilometri di canali. Un processo denominato “scolo delle acque”.
 
Il Consorzio di bonifica ha commissionato all’Università di Firenze uno studio ad hoc. “Tutta la nostra rete è a rischio di manutenzione straordinaria”, spiega ad Ecoseven il presidente del Consorzio Marino Zani. “L’unica soluzione sarebbe quella di mettere in secca i canali ma questo non sempre risulta possibile”. Un’altra ipotesi sarebbe quella di inserire esemplari maschi sterili “ma oltre ad essere costoso è anche poco efficiente”. Insomma, secondo Zani “si tratta di una battaglia impari”. Unica possibile soluzione sarebbe quella di creare un attività di pesca, ma “oggi chi affronta la pesca di questo gambero è solo la comunità cinese”, spiega ancora il presidente del consorzio”. Perché sebbene sia commestibile, “la nostra tradizione culinaria non lo comprende. Quindi abbiamo difficoltà nel creare interesse da parte dei pescatori italiani”.
 
Nereo Brancusi